Il Wendigo, il mostro delle leggende dei pellerossa

Ciao a tutti amanti del mistero, oggi andremo a parlare di uno dei mostri più affascinanti e pericolosi delle leggende dei pellerossa ( Nativi Americani ).
Si pensa che ancora oggi, essendo un essere immortale, il Wendigo possa vivere sulle coste orientali del Nordamerica e vicino ai grandi laghi che si trovano al confine con il Canada.
La sua forma umanoide, con oltre 2 metri di altezza, braccia allungate e la postura gobba, spesso portano le persone a confonderlo con il Big Foot...ma l'errore sicuramente vi costerà caro.

Anche se la parvenza di un corpo magro e ricoperto di pelo, lascia pensare ad una creatura gracile...beh, non è questo il caso, infatti il Wendigo può raggiungere grandi velocità in corsa, arrampicarsi sugli alberi e divorare la sua preda in un battito di ciglia.

L'ORIGINE DEL WENDIGO

Le leggende narrano che il Wendigo prenda forma dagli uomini, quando per scelta o necessità essi abbiano compiuto atti di cannibalismo, il demone prende vita dentro di loro, mutandoli nella forma e trasformandoli nella bestia.
Non sempre questo avviene, ma il denominatore comune è sempre il cannibalismo, non si conosce l'esatto momento in cui la trasformazione avviene ma la fame diventa insaziabile e l'olfatto sviluppatissimo, fino a che tutto questo diventa irreversibile nell'esatto momento che il malcapitato ghermisce la sua prima preda.

Il Wendigo è un cacciatore senza eguali

Il Wendigo, oltre ad essere una creatura spaventosa è anche un cacciatore formidabile, di giorno è terribile e velocissimo ma il meglio arriva quando il buio prende il sopravvento questo terribile cacciatore diventa davvero imbattibile.
E' capace di sentire rumori a grandi distanze ma il suo olfatto può fare anche di più, arrivando anche ad individuare una preda a 5 km di distanza.
La cosa più inquietante di questo mostro è la sua capacità di modulare la voce, infatti, riesce ad imitare perfettamente qualsiasi tipologia di voce per trarre in inganno campeggiatori e malcapitati, per poi finirli e sbranarli sul posto o conservarli nella sua tana.

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